No al licenziamento quando il diniego alla prestazione è proporzionato all’inadempimento del datore

Diritto del lavoro

La Corte di Cassazione, sentenza n. 20222/2016, ha sostenuto il diritto del lavoratore a percepire una retribuzione maggiore in funzione delle mansioni superiori da questi svolte. Se il datore non riconosce al dipendente la qualifica superiore, quest’ultimo non potrà essere licenziato nel caso in cui si rifiuti di eseguire le proprie mansioni.

Il rifiuto parziale alla prestazione viene dunque equiparato all'inadempimento datoriale, così da elidere la giustificazione del licenziamento disciplinare.

 

Rif. Corte di Cassazione, sentenza del 7 ottobre 2016, n. 20222