Nuova disciplina dei depositi IVA: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

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L’Agenzia delle entrate, con Risoluzione n. 55/E/2017, ha fornito alcuni chiarimenti in ordine alle modifiche apportate alla disciplina dei depositi IVA dal DL n. 193/2016. In particolare viene precisato che:

  1. l’individuazione della corretta modalità di estrazione dei beni dal deposito IVA (assolvimento dell’imposta in reverse charge o secondo le modalità ordinarie) è collegata all’operazione con la quale il bene è stato introdotto nel deposito; di conseguenza non rilevano le successive cessioni di cui i beni possono essere stati oggetto durante la permanenza nello stesso;
  2. la base imponibile dell’Iva dovuta in relazione ai beni estratti dal deposito è data dal corrispettivo o dal valore relativo all’operazione non soggetta ad imposizione per effetto dell’introduzione, ovvero, qualora successivamente i beni abbiano formato oggetto di una o più cessioni, dal corrispettivo o valore relativo all’ultima di tali cessioni;
  3. il soggetto che all’atto dell’estrazione dei beni dal deposito IVA è tenuto al versamento diretto dell’imposta con modello F24, non può scomputare dal versamento stesso il credito IVA proveniente dalla liquidazione periodica IVA;
  4. nel caso in cui il soggetto che estrae i beni dal deposito IVA sia un esportatore abituale, per poter beneficiare del regime di non imponibilità deve compilare una dichiarazione d’intento per ogni singola operazione indicando come destinatario il gestore del deposito. La stessa comunicazione deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrate e consegnata al gestore del deposito (unitamente alla relativa ricevuta di trasmissione).

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione 3 maggio 2017, n. 55/E