In fatto di riproduzione di opere protette la macchina deve comportarsi come l’uomo

L’intelligenza artificiale generativa pone nuove questioni sul rapporto tra addestramento dei modelli e tutela delle opere protette dal diritto d’autore.

Nel caso Gema vs. Suno, che contrappone una collecting society tedesca al provider di una piattaforma di generazione musicale basata sull’IA, il Tribunale di Monaco si è pronunciato sulla presunta violazione del diritto d’autore, sia nella fase di training del modello sia nella successiva generazione e diffusione di output ritenuti sostanzialmente identici ai brani originali.

La decisione richiama quindi l’attenzione sui limiti entro cui l’IA può utilizzare contenuti protetti e sul rapporto tra innovazione tecnologica e diritto d’autore. Anche i sistemi di IA devono confrontarsi con le regole sulla riproduzione e l’elaborazione dell’opera originale. In questa prospettiva, l’IA può “ispirarsi” alle opere altrui, ma non riprodurle senza permesso.

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L'articolo è disponibile nella versione cartacea de "Il Giornale Dell'Arte" numero 476 di ottobre 2026