Italiani impatriati: la Cassazione nega l’agevolazione senza cinque anni di residenza estera
Con l’ordinanza n. 9597, depositata il 15 aprile 2026, la Corte di cassazione interviene nuovamente sul perimetro applicativo del regime agevolativo di cui all’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015. La Suprema Corte afferma che il cittadino italiano rientrato in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero inferiore a cinque anni non può accedere al beneficio impatriati invocando l’applicazione del comma 2, primo periodo, della norma, in quanto disposizione riservata ai cittadini dell’Unione europea diversi da quelli italiani. Un’interpretazione estensiva condurrebbe – secondo i giudici di legittimità – a un’inammissibile interpretatio abrogans del requisito generale quinquennale di residenza estera pregressa, previsto dal comma 1, lett. a).
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Il contributo è stato originariamente redatto dal team dell’Osservatorio Wealth Management, a cui si rimanda per il testo integrale.
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