Continuità dei bilanci e limiti all’estensione dei vizi ai bilanci successivi
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5587 del 12 marzo 2026, si è pronunciata sul rapporto tra principio di continuità dei bilanci e impugnazioni “a catena” dei bilanci di esercizi successivi, chiarendo che la continuità contabile non implica, di per sé, la continuità (o la presunzione) dei vizi giuridici. Il socio che abbia impugnato un bilancio e intenda estendere le contestazioni ai bilanci successivi deve dedurre, nelle relative impugnazioni, la persistenza e la trasmissione dei medesimi vizi; solo in presenza di tale specifica allegazione sorge in capo agli amministratori l’onere di dimostrare l’avvenuta sanatoria o l’insussistenza dei vizi stessi.
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Il contributo è stato originariamente redatto dal team dell’Osservatorio Corporate M&A, a cui si rimanda per il testo integrale.
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