Subappalti fittizi: le irregolarità del fornitore non bastano a disconoscere i costi
Il caso in esame ha riguardato una società munita di autorizzazione integrata ambientale (AIA), l’avvenuta effettuazione di scarichi ulteriori rispetto a quello autorizzato e un malfunzionamento del depuratore invocato dalla difesa.
Con l’ordinanza n. 37147 del 2026, emessa all’udienza del 18 settembre, la VII sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputato contro la condanna per i reati in materia di scarichi e rifiuti. Al centro della decisione, il perimetro effettivo dell’autorizzazione e la necessità di impedire lo sversamento anche in presenza di un guasto.
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Il contributo è stato originariamente redatto dal team dell’Osservatorio Giustizia Tributaria, a cui si rimanda per il testo integrale.
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