Corruzione per modico valore: la recente sentenza della cassazione

Il reato di corruzione previsto e punito dall’art. 318 c.p. si configura anche nel caso dell’incaricato di pubblico servizio che accetti una somma di denaro di modico valore, inferiore a 150 €, in cambio del compimento di un atto del proprio ufficio.

A stabilirlo è la sesta sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza n.1620 dell’11.11.25, depositata lo scorso 14 gennaio. I giudici di legittimità hanno confermato la condanna irrogata nei precedenti gradi di giudizio nei confronti degli imputati, non condividendo la tesi difensiva secondo la quale l’esiguità dell’importo imporrebbe l’applicazione dell’art. 4 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. n. 62/13), che vieta ai dipendenti di accettare regali, salvo quelli d’uso di modico valore, di importo inferiore a 150 €.

Secondo la Corte, invero, la norma richiamata dalla difesa consente esclusivamente i donativi di modico valore non correlati all’esercizio delle proprie funzioni, effettuati occasionalmente nell’ambito delle relazioni di cortesia e consuetudini internazionali. Nel caso di specie, invece, le somme di denaro erano state corrisposte ai pubblici funzionari affinché compissero atti della loro funzione e per tale ragione la condotta contestata è penalmente rilevante.

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Il contributo è stato realizzato per la Newsletter Norme & Tributi di febbraio 2026 di AHK Italien dal nostro Dipartimento Diritto Penale dell'Economia e dell'Impresa.

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